Ingeborg , la bozza, la cacca
Vagabondando online ho trovato questo interessante articolo di Ingeborg Stana, artista visiva e professoressa di arti visive presso il Dipartimento di Estetica dell’Università Metropolitana di Oslo, che dice:
Quando si tratta di lavoro creativo, non esiste un libro di risposte. Devi trovare le risposte da solo.
Ciò che è fondamentale è il modo in cui si pensa durante le diverse fasi del lavoro creativo, spiega la professoressa.
“In parole povere, è importante non essere troppo critici nella fase iniziale, e molto capricciosi. I critici non sono benvenuti nelle fasi iniziali”, afferma Stana.
Ecco perché viene chiamata “prima bozza di merda”. Ciò significa sedersi a scrivere o abbozzare la prima versione di un testo o di un’immagine, sapendo benissimo che la prima bozza sarà pessima.
Questo atteggiamento ha aiutato molti a sentirsi a proprio agio con l’idea che la bozza sia ben lungi dall’essere perfetta.
“È nelle fasi successive che il senso critico e analitico sono essenziali. È allora che inizi a cercare l’oro tra la sabbia e i ciottoli”, continua. Questo vale indipendentemente dal genere, che si tratti di musica, disegno, testo o fotografia.
La forza di questa idea è la sua capacità di infondere coraggio e fiducia. Spinge a tentare, a provare, a realizzare i propri progetti senza pensare di fare capolavori, senza ricevere applausi, senza giudicarsi troppo severamente.
Il perfezionismo precoce è come un veleno per la creatività.
Questa affermazione evidenzia un concetto cruciale per chiunque si dedichi a un’attività creativa: l’eccessiva ricerca della perfezione, soprattutto all’inizio del proprio lavoro, può soffocare la sperimentazione, l’apprendimento e la libertà espressiva. Questo principio è particolarmente rilevante in fotografia, dove il bilanciamento tra tecnica e intuizione è essenziale. La creatività si nutre di esplorazione, errore e improvvisazione. Se, fin dall’inizio, imponiamo a noi stessi standard tecnici ed estetici rigidissimi rischiamo di bloccarci, di scattare poco e di sperimentare ancora meno. Il perfezionismo precoce può manifestarsi in diversi modi:
- L’ossessione per la tecnica prima ancora di aver sviluppato una propria visione.
- La paura di scattare immagini imperfette, che porta a rimandare continuamente il momento dell’azione.
- Il confronto costante con i maestri della fotografia, che genera insicurezza invece di ispirare.

Tutti questi aspetti possono impedire a un fotografo di scoprire il proprio stile e di sviluppare una connessione autentica con il mezzo. Facciamo qualche esempio concreto:
Lo studio eccessivo prima della pratica
Un fotografo principiante potrebbe trascorrere mesi a studiare le regole di composizione, le impostazioni della fotocamera e la post-produzione, senza mai uscire a scattare. Sebbene la preparazione tecnica sia importante, senza la sperimentazione diretta il processo di apprendimento rimane sterile.L’ossessione per l’attrezzatura
Molti fotografi, soprattutto agli inizi, si convincono che serva l’attrezzatura perfetta per ottenere buone immagini. Questo li porta a rimandare gli scatti in attesa della macchina migliore, perdendo tempo prezioso che potrebbe essere investito nel migliorare la capacità di guardare e organizzare una buona immagine nel mirino velocemente, sviluppando allo stesso tempo il proprio gusto.L’insicurezza nella pubblicazione
Il perfezionismo precoce porta spesso alla paura di condividere le proprie immagini, perché si teme il giudizio altrui. Tuttavia, la fotografia vive anche di comunicazione e confronto: senza esporsi, il miglioramento diventa più lento e difficile.
Come superare il perfezionismo e favorire la creatività?
- Scattare senza paura dell’errore. Ogni fotografia è un esperimento e anche gli scatti meno riusciti servono a capire cosa funziona e cosa no.
- Accettare l’imperfezione come parte del processo. Alcune delle immagini più iconiche della storia della fotografia contengono errori tecnici, ma trasmettono emozioni molto potenti.
- Esporre il proprio lavoro senza timore. La condivisione aiuta a sviluppare uno sguardo critico e a ricevere opinioni e consigli.
- Riscoprire il piacere dell’istinto. Ogni tanto, è utile scattare senza troppe regole, lasciandosi guidare dal momento e dalla propria sensibilità.

Il perfezionismo precoce può spegnere la creatività proprio perché impedisce di attraversare quella fase essenziale di scoperta e sperimentazione. In fotografia, come in ogni arte, è fondamentale concedersi la libertà di sbagliare, imparare e crescere senza la costante pressione della perfezione. L’obiettivo non è eliminare il perfezionismo, ma coltivarlo al momento giusto: una volta sviluppato un linguaggio personale, la ricerca della qualità può diventare una preziosa alleata, anziché un ostacolo.
PS Grazie alla professoressa Ingeborg Stana per il permesso di condivisione, qui e qui potete leggere due articoli sul suo lavoro di insegnante, e qui il suo profilo Instagram.